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Juve di ferro con Bremer: 22 gare senza ko e passo da scudetto
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- Luca1987
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Juve, con Bremer è un altro campionato
Con Gleison Bremer in campo, la Juventus è diventata una macchina quasi perfetta: sono passati oltre venti mesi dall’ultima sconfitta con il brasiliano sul terreno di gioco, un ko indolore in Coppa Italia contro la Lazio nell’aprile 2024.
Da allora la difesa bianconera guidata dal numero 3 ha messo insieme una striscia aperta di 22 partite senza sconfitte tra campionato e coppe, con un bottino di 12 vittorie e 10 pareggi. Una marcia che, per media punti, è pienamente in linea con le ambizioni da scudetto.
Nella stagione in corso l’impatto è ancora più evidente: in 10 presenze di Bremer, la Juve ha raccolto 7 vittorie e 3 pareggi, viaggiando a circa 2,4 punti a partita. Nelle prime uscite dell’era Thiago Motta, prima dello stop per l’operazione al ginocchio sinistro, i bianconeri avevano incassato un solo gol con il brasiliano sempre titolare, confermando una solidità quasi granitica.
Dopo l’intervento al menisco e il rientro graduale, il centrale è tornato cardine anche nella gestione Spalletti: nelle tre gare giocate per intero, la Juventus ha subito appena una rete, frutto di un errore in uscita, mentre l’altro gol incassato è arrivato a Roma quando Bremer era già stato sostituito.
Le cifre individuali fotografano un difensore tornato su livelli da top di reparto: duelli aerei e contrasti vinti in percentuali elevate, palloni intercettati e recuperi continui, letture preventive che tolgono aria agli attaccanti avversari e permettono alla squadra di alzare il baricentro.
Il peso di Bremer però va oltre i numeri personali. Con lui al centro del reparto, compagni come Lloyd Kelly e Pierre Kalulu si sentono più liberi di attaccare lo spazio e spingersi in avanti, come dimostrano il palo e il gol messi a segno a Pisa. Spalletti ha potuto persino affiancargli calciatori più portati alla costruzione, come Koopmeiners, trasformandolo di fatto in un regista aggiunto della linea difensiva.
Più che un semplice perno arretrato, Bremer è diventato il totem della retroguardia juventina: sicurezza, leadership, coperture preventive e gestione dell’area. Se la Juve oggi viaggia su ritmi da titolo, una larga fetta del merito passa dai suoi piedi e dalla sua testa.
Il nostro feedback da parte di CalcioScommesse:
L’argomento scelto è di forte interesse per chi segue la Serie A e punta sulla lettura dei trend difensivi, perché mette in evidenza come la presenza di un singolo leader arretrato possa cambiare radicalmente le prospettive di una squadra in ottica scudetto e incida in modo concreto anche sulle analisi di rendimento e previsione dei risultati.