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Trapani Shark, solo 4 minuti di campo: nuova farsa con Trento e crisi senza fine

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Trapani-Trento, solo 4 minuti e 11 secondi: la farsa continua

Al PalaShark va in scena un’altra serata surreale: Trapani Shark–Trento dura appena 4’11’’, con il punteggio fissato sul 26-11 per gli ospiti quando gli arbitri sono costretti a interrompere il match per mancanza del numero minimo di giocatori in campo.

In campo solo sette giocatori, poi la resa programmata

Trapani si presenta ancora una volta ai minimi termini: sette giocatori a referto, di cui soltanto tre professionisti (Rossato, Sanogo e Pugliatti) e quattro giovani del vivaio, chiamati a tappare le falle di un roster ormai allo stremo.

Dopo pochissimi minuti i tre senior lasciano il parquet, lasciando la scena ai ragazzi: Martinelli, Patti, Alberti e Giacalone. A quel punto, come già visto in Champions League contro l’Hapoel Holon, scatta il copione dei falli sistematici per ridurre rapidamente il numero di uomini disponibili.

Uno dopo l’altro i giocatori granata escono per raggiunto limite di falli, fino al momento in cui Trapani resta con un solo elemento in campo: la terna arbitrale non può far altro che fermare la partita, trasformando di fatto la gara di Serie A in una semplice formalità burocratica.

Il pubblico applaude, ma la crisi societaria esplode

Nonostante la farsa tecnica, il pubblico di Trapani sostiene e applaude i propri giocatori, consapevole che i protagonisti sul parquet stanno solo eseguendo le direttive del club per “timbrare il cartellino” ed evitare guai ancora peggiori.

Dopo la mancata presentazione contro la Virtus Bologna, punita con una multa da 50.000 euro, un nuovo forfait avrebbe significato l’esclusione immediata dalla Serie A. Da qui la scelta di scendere in campo con un organico ridotto all’osso, limitandosi al minimo indispensabile per rispettare il regolamento.

Nel frattempo, sul club granata si abbattono altre sanzioni: il Tribunale Federale FIP ha inflitto una nuova penalizzazione di 2 punti in classifica, che porta a 10 il totale dei punti da scontare, oltre a una pioggia di multe per i giocatori non schierati, con la sola gara contro Trento che fa lievitare il conto a 250.000 euro. A questo si aggiunge il blocco del mercato e la pesante inibizione di due anni per il presidente Valerio Antonini.

La sensazione è quella di una crisi senza via d’uscita: dopo la farsa in Champions e la successiva esclusione dalla competizione europea, il caso Trapani Shark rischia di diventare un simbolo negativo per tutto il movimento della pallacanestro italiana.

Il nostro feedback da parte di CalcioScommesse:

La vicenda Trapani Shark–Trento è un campanello d’allarme fortissimo per chi segue e analizza lo sport anche dal punto di vista delle scommesse: una partita chiusa dopo 4 minuti, con rotazioni ridotte e decisioni societarie che condizionano pesantemente il regolare svolgimento della gara, rende di fatto imprevedibile e distorta qualsiasi lettura tecnico-statistica.

Per gli operatori del betting e per gli appassionati che cercano un quadro affidabile su cui basare pronostici e analisi, situazioni come questa sono un problema enorme: i valori reali delle squadre, la forma dei giocatori e persino le quote perdono significato di fronte a una gestione societaria che porta a schierare un roster incompleto e a far terminare volontariamente le partite in pochi minuti.

In casi del genere, il vero tema non è più il risultato sul parquet, ma la credibilità complessiva della competizione, un fattore decisivo per chi vive e lavora nel mondo delle scommesse sportive.