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Asciugamano-feticcio: il Marocco tenta il furto nella finale vinta dal Senegal

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Nella finale di Coppa d'Africa tra Marocco e Senegal, un asciugamano è diventato protagonista di una battaglia surreale. Secondo le credenze senegalesi, l'oggetto del portiere Edouard Mendy assorbe la magia nera del voodoo, trasmettendone la forza al possessore, e i tifosi marocchini lo vedono come un amuleto pericoloso da neutralizzare.

Già in semifinale contro la Nigeria, un raccattapalle aveva sottratto l'asciugamano nero del portiere nigeriano Nwabali, permettendo al Marocco di vincere ai rigori dopo gesti plateali e un furto sotto gli occhi della curva.

Nella finalissima, la tensione esplode: Achraf Hakimi strappa l'asciugamano dal portiere di riserva senegalese Yehvann Diouf e lo lancia via, ma il terzino Malick Diouf lo recupera con un balzo atletico. Poi un gruppo di raccattapalle attacca alle spalle, ma Diouf resiste; sfida il centrocampista Saibari con una finta da rugbista e consegna il feticcio a Mendy.

Il Senegal trionfa grazie al golazo di Pape Gueye, conquistando il trofeo e la guerra degli asciugamani, in un match segnato anche da un rigore controverso al 99' che scatena proteste.

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